Paolo Bellò Decoratore - Italia

La passione e l’amore per un mestiere antico, fra sapienza artigiana e creatività artistica.
Ha dedicato la vita alla continua crescita professionale e culturale, dividendosi fra il lavoro in cantiere e l’insegnamento: ora ci svela, con grande generosità alcuni suoi preziosi segreti.

Nel cuore storico di Solagna in Valbrenta, a due passi dalla casa del celebre ingegnere della Serenissima Bartolomeo Ferracina, ci attende in una luminosa bottega Paolo Bellò, decoratore, restauratore e pittore. Alle pareti sono esposti alcuni significativi esempi del suo mestiere (campioni di decori murali eseguiti secondo tecniche antiche); al centro della sala principale, su un grande tavolo da lavoro, sono sparsi rotoli, disegni, schizzi e bozzetti, ordinatamente alternati a vasetti di colore e pennelli di ogni tipo.
Ci è chiaro fin dalla prima occhiata che il nostro interlocutore opera in un contesto professionale a metà strada fra il sapere dell’artigiano e la creatività dell’artista.
Una storia, la sua, iniziata nel lontano 1978
“ Vengo dalla gavetta – ci racconta – non avendo potuto studiare in gioventù. Avevo appena quattordici anni, infatti, quando iniziai a lavorare in un’impresa come imbianchino, mestiere che di fatto ha costituito la base per la mia successiva evoluzione professionale. Dopo il servizio di leva ho aperto una ditta, proponendomi inizialmente ai privati. Un esordio segnato da una certa incoscienza giovanile, che mi ha però formato nel carattere: se da un lato ero tranquillo per le mie capacità tecniche e pratiche, dall’altro ho dovuto darmi da fare per crescere anche come imprenditore”.
Mano a mano che procedeva nel suo lavoro Paolo Bellò, affascinato da pittura e architettura, ha avvertito una sorta di necessità interiore, una spinta prepotente a sviluppare anche in termini culturali le proprie attitudini e aspirazioni. Cogliendo la classica palla al balzo, ha così cominciato a frequentare con assiduità specifici corsi professionali (fra i quali quelli dell’Associazione Artigiani di Bassano del Grappa), orientati alla conservazione del patrimonio architettonico.
“ Nel 1987 mi sono trasferito al Centro Europeo di San Servolo a Venezia: in questa piccola isola della laguna veneziana (un vero incanto!) mi sono dedicato allo studio e alle attività pratiche legate al restauro e alla conservazione delle pitture murali, cominciando a impadronirmi di tecniche antiche e ricche di suggestione: l’affresco, le tempere e le finiture degli intonaci ( marmorino, stucchi realizzati con impasto di polvere di pietra e calce ed eseguiti ad affresco a basso e alto rilievo e molto altro ancora). Da quel momento non ho più finito di imparare: dagli aspetti culturali ( in primis la storia dell’arte) a quelli specifici del mestiere, la mia vita è stata dedicata a un continuo e rigoroso perfezionamento professionale”
Una passione crescente che ha portato Paolo Bellò a frequentare per diversi anni pure gli ottimi corsi serali organizzati a Bassano del Grappa dall’Associazione Artigiani e tenuti dal professor Enio Verenini.
“Un vero maestro, capace di trasmettere amore ed entusiasmo tanto per il disegno e le discipline artistiche quanto per l’uso e la conoscenza dei materiali: un aspetto, quest’ultimo, che trovo davvero avvincente. La materia, infatti, è viva e plasmabile, interagisce profondamente con le mani di chi la sa lavorare. Sabbie, terre coloranti, polvere… il marmo, la pietra, il granito, perfino l’oro ( in sottilissime lamine) offrono infatti enormi opportunità a un buon decoratore. Solo per così dire il mezzo che consente, a chi ne ha la capacità, di conferire a una parete anonima o a un soffitto senza luce un valore estetico, una particolare connotazione nella quale è possibile rispecchiare un certo gusto, una determinata personalità”.
Per tutti gli anni Novanta Paolo Bellò ha affiancato Enio Verenini, passando dalla condizione di allievo a quella di assistente: un’esperienza che ha spaziato dalle realizzazioni lavorative all’insegnamento.
Contestualmente, nel 1994, ha inaugurato la bottega di Solagna, logica conseguenza di quanto fino ad allora aveva fatto e appreso.
“Finalmente in grado di camminare con le mie gambe, pronto per nuove sfide nell’ambito della decorazione e del restauro, ho cominciato ad acquisire incarichi importanti; soprattutto relativi ad abitazioni di privati. Da subito ho compreso l’importanza di instaurare un rapporto fiduciario con i committenti e, ove presenti, anche con i tecnici e i professionisti ( gli architetti in prima linea): una relazione basata essenzialmente sulla stima e sulla reciproca interazione”.
Attualmente il raggio d’azione di Paolo Bellò spazia dal decoro, inteso quale abbellimento delle pareti interne ed esterne di un edificio, all’intervento di valorizzazione delle componenti d’arredo: porte, mobili, boiserie …. Ma è pure pronto a collaborare nella progettazione fornendo a professionisti e privati consulenze nell’ambito dell’arredamento.
“Oltre a portare avanti diversi incarichi, mi occupo anche di insegnamento: collaboro infatti con alcuni enti e associazioni di categoria. Naturalmente la mia bottega è sempre aperta a quanti desiderano apprendere i segreti del mestiere. Non sono geloso. Credo anzi che la cultura della professione vada divulgata, anche nell’ottica di collaborazioni con altri colleghi”.
Dall’inizio degli anni Novanta Paolo Bellò si dedica anche alla pittura: una passione che è molto cresciuto in vent’anni di continua sperimentazione.
“Amo il paesaggio e la figura. Di quest’ultima, in particolare, mi attrae la possibilità di conferire un’anima al dipinto e, allo stesso tempo, di coniugarla con la tecnica dell’affresco rifacendomi così alla grande tradizione veneta. In fin dei conti Paolo Veronese e Jacopo Bassano insegnano!”.
  • Paolo Bellò è esperto anche nell’antica tecnica dell’affresco.
    L’affresco è eseguito sopra ad un intonaco composto da malta prevalentemente di calce, appena steso e prima della completa essiccazione. Si usano colori naturali, accuratamente macinati e normalmente stemperati e diluiti con acqua.
    I colori, nella tecnica dell’affresco, penetrano nell’intonaco, attraverso uno specifico processo chimico, dovuto all’azione dell’anidride carbonica sulla calce e la sabbia che compongono la malta: si ha una reazione con i carbonati, l’argilla, gli ossidi, la silice, l’allume ed il magnesio e si forma così un miscuglio unico che dà garanzie di compattezza e durevolezza.
    La pittura ad affresco può essere considerata quindi la tecnica più durevole, i colori penetrando nell’intonaco, fanno un tutt’uno con esso e durano finché dura l’intonaco.
    I lavori ad affresco di Paolo Bellò comprendono decorazioni all’esterno e all’interno, sia restaurando quelle esistenti che creandone di originali su disegno proprio coniugando le richieste del cliente.
  • Un'altra tecnica che Paolo Bellò utilizza è lo stucco a marmorino
    Lo stucco a marmorino è un intonaco composto da polvere di pietra e grassello di calce. Preparando un impasto composto da polvere di pietra con granulometrie varie e da grassello di calce, si ottiene una malta morbida e grassa da stendere a tre passaggi uno di seguito all’altro e terminando con una lisciatura fino ad ottenere così un intonaco liscio, lucido e compatto, molto durevole nel tempo.
    La decorazione a stucco a marmorino a bassorilievo, composta sempre da polvere di pietra fine e grassello di calce, va eseguita sopra un intonaco a marmorino. Si usano i ferri appositi per plasmare la decorazione progettata.
    Con questa tecnica Paolo Bellò ha restaurato antichi marmorini e decorazioni a marmorino settecentesche; ha progettato ed eseguito decorazioni a bassorilievo con motivi floreali di soffitti, di sopraporte con motivo a conchiglia a basso e alto rilievo; ha eseguito imitazioni a fresco di finto marmo su basamenti per bagni, cucine e vani scale; ha realizzato pannelli decorativi con motivi ottocenteschi e Liberty a bassorilievo.
  • Paolo Bellò ha una ottima padronanza sulla tecnica della doratura a foglia oro libero.
    Esistono diversi metodi di doratura, quella che maggiormente utilizza è la doratura a guazzo, metodo usato fin dai tempi più antichi. La tecnica della doratura a guazzo non è semplice e necessita di una molta esperienza.
    Questa tecnica, pur difficile per la delicatezza del procedimento, è estremamente affascinante. Infatti il procedimento è rimasto uguale a se stesso fin dai tempi più remoti. L'unico intervento della moderna tecnologia, riguarda la laminatura dell'oro, non più eseguita a mano dai "battiloro", ma ottenuta industrialmente.
    Le difficoltà nell’eseguire la tecnica della doratura consistono nell'abilità dell'artigiano, nel rispetto dei tempi di esecuzione e nelle condizioni ambientali in cui si lavora.
    Le fasi della doratura possono essere riassunte in queste varie fasi di lavoro:
    - stesura del gesso Bologna o imprimitura;
    - stesura del bolo;
    - applicazione della foglia oro;
    - brunitura.
    Paolo Bello dice “ La doratura è una tecnica che impreziosisce la decorazione murale. Mi piace usarla in svariati modi: lavorazione a pastiglia, ad incisione, a bolino e in un contesto attuale.”
    Lui ha realizzato complementi d’arredo (orologi, cornici, bordure,..) e elementi decorativi inserendoli nella decorazione murale in soffitti e pannelli decorativi.
  • Dal 2015 Paolo Bellò partecipa all’International Art Exhibition SALON fondato nel 1992 e riconosciuto come il più importante e significativo raduno internazionale dei migliori artisti e pittori decorativi qualificati provenienti da venti paesi, che per quattro giorni espongono, mostrano la loro arte dal vivo e interagendo con il pubblico che partecipa a tale evento che si svolge in città diverse del mondo ( 2015 Lecce (Italia), 2016 San Pietroburgo (Russia), 2017 New York ( Stati Uniti d’America)
    Chiediamo a Paolo Bellò che cos’è per lui il Salon: “ Per me Salon è un incontrare gli amici, è opportunità di lavoro e scambio di opinioni. E’ molto interessante e bello”.
    In questi incontri Paolo Bellò ha conosciuto un grande uomo e decoratore, Noel Donnellan. Tra loro è nata una grande amicizia, stima e collaborazione.
  • Paolo Bellò ci racconta inoltre che da circa sette anni partecipa ogni mercoledì dalle 18.00 alle 22.00 presso Casel di Foen a Feltre al corso di “Disegno della figura umana dal vero” curato dal maestro Roberto Totaro. Questo corso è aperto a chi vuole avvicinarsi al disegno dal vero, con semplicità e professionalità cercando di apprendere le problematiche del disegno del corpo umano che sono fondamentalmente complesse (proporzioni, prospettive, volumi) ma che, se affrontate con opportune metodologie, portano ad acquisire quelle nozioni basilari che faciliteranno il disegno anatomico di qualunque disciplina artistica.
    “Sempre partecipo a questo corso con entusiasmo e interesse perché il maestro Tot è un vero professionista che ad ogni lezione si apprende sempre qualche cosa di nuovo sullo studio delle proporzioni, sulle relazioni esistenti fra le varie parti del corpo e soprattutto sull’osservazione analitica di ciò che viene riportato sulla bidimensionalità del foglio.. E’ pure molto bello prendere parte a questo corso perché si incontrano gli amici e ci si confronta”.
  • Il suo sogno nel cassetto è di avere la possibilità di mostrare le sue capacità e quindi di effettuare un lavoro all’estero con la possibilità di decorare un intero palazzo. Gli auguriamo che questo sogno si realizzi al più presto.
  • Lo stile architettonico che Paolo Bellò preferisce è l’Art Nouveau (noto in Italia anche come stile floreale o stile Liberty). Fu un movimento artistico-filosofico attivo nei decenni a cavallo tra l’ottocento e il Novecento che influenzò le arti figurative, l’architettura e le arti applicate.
    L'Art Nouveau si configurò come stile ad ampio raggio, che abbracciava i più disparati campi: architettura, decorazione d’interni e urbana, gioielleria, mobilio e tessuti,utensili e oggettistica, illuminazione e arte funeraria.
    Una delle caratteristiche più importanti dello stile è l'ispirazione alla natura, di cui studia gli elementi strutturali, traducendoli in una linea dinamica e ondulata, con tratto «a frusta». Semplici figure sembravano prendere vita e evolversi naturalmente in forme simili a piante o fiori.
    Alfons Mucha (1860 – 1939) è uno degli artisti più importanti dell’Art Nouveau. Fanno parte della sua copiosa produzione pannelli decorativi, cartelloni pubblicitari, manifesti teatrali, copertine per riviste, calendari, illustrazioni librarie e così via. Ogni immagine è condotta in maniera estremamente raffinata: una linea nitida delimita tutte le sue figure, quasi sempre femminili (forse per la maggior eleganza delle loro forme), qualunque sia la posa che esse assumono. I lavori di Mucha spesso raffigurano giovani donne in abiti dal taglio neoclassico, circondate da motivi floreali che formano cornici geometriche attorno alla figura.
  • Un architetto e designer che Paolo Bellò predilige è Carlo Scarpa (1906 Venezia – 1978 Sendai Giappone)
    La prestigiosa attività di insegnante e professionista di Carlo Scarpa si concentrò prevalentemente nell'allestimento di esposizioni e mostre, nel restauro di complessi monumentali, nella realizzazione di abitazioni private e negozî: occasioni in cui rivelò doti di raffinato progettista, capace di fondere mirabilmente un aristocratico sapere artigianale con scelte formali neoplastiche o razionaliste, non prive di suggestioni organiche wrightiane. La genialità dei suoi dettagli tecnologici, mista a una spiccata sensibilità materica, arricchisce di poetici frammenti la sua singolare produzione.
    La cappella Brion a San Vito di Altivole (Treviso, 1970-75, completata dopo la sua morte) testimonia, emblematicamente, il lirismo compositivo della sua architettura.
    Quest’ultima opera è quella che Paolo Bellò preferisce.
    La tomba monumentale fu commissionata a Scarpa nel 1969, che vi lavorò fino al 1978, anno della sua morte avvenuta in Giappone per cause accidentali . Lo stesso Scarpa volle essere sepolto in questo luogo, in posizione appartata del complesso monumentale.
    Infine la meraviglia nello scoprire tutti quei sorprendenti dettagli, dalla lavorazione seriale e incredibile del cemento nudo, a tutta l'opera decorativa fatta di materiali compositi e colori, utilizzati in maniera molto sobria e minimalista.
  • “L’Italia è un paese speciale per un creativo, perché ovunque vai respiri 2000 anni di storia e passeggiando in un borgo antico, sembra di essere in un Museo, in una Galleria o direttamente dentro un’opera d’arte”.
    Questo è lo spirito con cui Paolo Bellò è cresciuto e, dopo una lunga pratica nella bottega artigiana del maestro Ennio Verenini di Bassano del Grappa, è maturato diventando lui stesso un decoratore e pittore, aprendo un suo laboratorio a Solagna.
    L’ispirazione di Paolo proviene direttamente dalla grande tradizione di decorazione muraria veneta che ha in Veronese e in Tiepolo dei maestri insuperabili.

    Paolo Caliari, detto il Veronese (1528 Verona – 1588 Venezia) è stato un pittore italiano rinascimentale della Repubblica di Venezia. Nella sua pittura il disegno sarà sempre, con la parziale eccezione della sua produzione estrema, un valore centrale e così pure il trattamento del colore sarà diverso dalla tradizione autoctona: il Veronese, infatti, non farà mai del tutto suo il tonalismo, ma preferirà un uso del colore netto e vivace, con campiture ben definite e caratterizzate da decisi cangiantismi.

    Giambattista Tiepolo (1696 Venezia – 1770 Madrid) è uno dei maggiori pittori del Settecento veneziano. Prende note di colore di un'altezza mai vista prima e misura spazi di enorme profondità e vastità. Fu un ottimo tecnico della prospettiva e un abilissimo artista dei rapporti cromatici e luminosi. Le sue rappresentazioni mitologiche o storico-religiose sono piene di figure in movimento, in cui il moto dei colori, produce un effetto di luce assoluta e radiante. L'assetto delle scene è di tipo teatrale nella loro composizione.

    Seppur lontani nel tempo, questi due pittori sono caratterizzati da un uso del colore sfarzoso e una grande abilità di gestione degli spazi che rendono festosi gli ambienti che hanno adornato.
    Questa stessa positività emerge dalle opere murarie di Paolo che ha trasformato con la sua creatività e l’esperienza acquisita ville e palazzi in luoghi magici e ha saputo interpretare i desideri dei proprietari. Paolo Bellò dispone di una ricca padronanza delle tecniche decorative (finte cornici, imitazione di legno, marmo e tappezzerie, trompe l’oeil, graffito, affresco, stucco a marmorino, doratura a foglia oro zecchino,…) e proprio come i maestri del Rinascimento, prima di realizzare una opera, progetta le decorazioni murali classiche e moderne (di interni ed esterni), realizza bozzetti (disegnati all’acquerello), disegni preparatori e campioni in scala reale per poter avere una visione del lavoro finito.